Il Centro di ascolto uomini maltrattanti è una Associazione Onlus che nasce a Firenze il 17 novembre 2009. Si sviluppa come progetto sperimentale Cesvot Innovazione nel Gennaio 2009, promosso dall'Associazione Artemisia e con la collaborazione della Asl 10 di Firenze.
Dal 2014, sono state aperte altre 4 sedi a Ferrara, Nord Sardegna, Roma e Cremona.
È un luogo ed un riferimento per quegli uomini che vogliono intraprendere un percorso di cambiamento ed assumersi la responsabilità del loro comportamento di maltrattamento fisico e/o psicologico, economico sessuale, di stalking.
Il Centro risponde ad un centralino telefonico. I numeri di telefono e gli orari li potete trovare nel menù in alto alla voce "Le nostre sedi".
Offre colloqui di orientamento e la possibilità di partecipare a gruppi per uomini. Lo staff è multidisciplinare ed è composto da psicologi, psicoterapeuti, psichiatri ed educatori.
Firenze, novembre 2025 – In vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’associazione RELIVE che riunisce oltre 40 Centri per uomini autori di violenza (CUAV) in tutta Italia, lancia un allarme: i Centri sono al collasso, con accessi triplicati negli ultimi anni e risorse economiche ormai del tutto insufficienti.
Un’emergenza che rischia di compromettere il lavoro di chi ogni giorno interviene alla radice del problema, operando con gli uomini che agiscono violenza.
Dal 2019, con l’entrata in vigore del Codice Rosso, che subordina la sospensione della pena (inferiore a tre anni) alla partecipazione a un percorso presso un CUAV, le richieste di accesso sono cresciute in modo esponenziale.
Solo al CAM di Firenze si è passati da 50 a 300 uomini seguiti ogni anno, mentre i finanziamenti sono rimasti pressoché invariati – se non ridotti.
Oggi, le risorse economiche destinate ai CUAV sono estremamente limitate e devono essere suddivise tra 141 fra centri e sportelli su tutto il territorio, senza contare le attività di rete, formazione e sensibilizzazione. Tali risorse risultano del tutto inadeguate a sostenere un lavoro che richiede alta professionalità, formazione continua e interventi in urgenza.
A peggiorare il quadro, la legge 168/2023 (“Codice Rosso rafforzato”) ha introdotto l’obbligo di incontri bisettimanali (art. 15). Un vincolo che non solo ignora le evidenze scientifiche – che ne segnalano l’inefficacia e i potenziali effetti iatrogeni – ma che limita anche l’autonomia professionale degli operatori, tutelata dall’art. 6 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani. Di fatto, ai Centri viene chiesto di raddoppiare gli interventi senza alcuna risorsa aggiuntiva, aggravando una situazione già critica.
A tutto questo si aggiunge l’obbligo, previsto dalla normativa nazionale, di richiedere agli uomini in Codice Rosso un contributo economico al percorso, indipendentemente dalla loro effettiva capacità di sostenerlo.
Una disposizione che risulta in contrasto con l’articolo 48, comma 2, della Convenzione di Istanbul, il quale prevede che venga sempre valutata la reale possibilità di adempiere agli obblighi finanziari, per evitare conseguenze che possano ricadere indirettamente anche sulle vittime di violenza.
Tale contributo, peraltro, non copre che una minima parte dei costi reali del servizio.
Senza un sostegno concreto e continuativo ai CUAV, ogni strategia di prevenzione resterà incompleta: senza supporto stabile ai Centri, la sicurezza delle donne è a rischio – non per mancanza di volontà, ma perché il sistema chiede di fare sei volte di più con le stesse risorse.
Le conseguenze sono ormai insostenibili: liste d’attesa fino a 4-6 mesi, operatori sempre più sotto pressione e un rischio concreto di burnout.
Senza un intervento immediato, molti Centri non riusciranno a garantire la continuità dei servizi.
“La vocazione dei Centri per uomini autori di violenza è il cambiamento sociale, non solo la gestione dell’emergenza. Lavoriamo sulle radici della violenza, e per farlo dobbiamo poter offrire opportunità di cambiamento a tutti gli uomini, non solo a quelli inseriti nel Codice Rosso. La nostra missione non può essere soffocata dalla miopia istituzionale: servono risorse adeguate, niente imposizioni irrealistiche come la bisettimanalità, e soprattutto un dialogo costruttivo per cambiare davvero le cose.”
— Alessandra Pauncz, Presidente Relive – Rete nazionale dei centri per uomini autori di violenza
Non si può chiedere ai Centri di “fermare la violenza” senza dar loro gli strumenti per farlo. Senza un sostegno concreto e continuativo ai CUAV, ogni strategia di prevenzione resterà incompleta.
RELIVE chiede alle istituzioni di:
1. Intervenire a livello normativo per eliminare la bisettimanalità
2. Intervenire con urgenza per garantire risorse adeguate e condizioni di lavoro sostenibili, affinché i CUAV possano continuare a svolgere il loro ruolo essenziale nel contrasto alla violenza di genere.
Contatti:
RELIVE (Silvia Baudrino info@associazionerelive.it)
CAM (Flavia Lazzaro info@centrouominimaltrattanti.org)
E' finalmente disponibile il Report del Protocollo IMPACT per la valutazione dei Programmi per uomini autori di violenza relativo all'anno 2022.
Il Protocollo IMPACT è stato realizzato dalla rete europea dei Programmi per uomini autori di violenza WWP EN (Work with Perpetretors).
A chi può servire consultare questo sito e il supporto che il CAM mette a disposizione:
Progetto CONSENT, oltre agli incontri con ragazzi e insegnanti di scuole medie e superiori, abbiamo in programma incontri con i genitori per poter riflettere insieme a loro su come parlare di affettività, relazioni e sessualità ai/lle loro figli/e

Iniziativa sviluppata all’interno del Progetto “Applicazione di una metodologia creativo-espressiva al lavoro con gli autori di violenza nelle relazioni affettive. Un modello sperimentale” finanziato con fondi 8x1000 Chiesa Valdese, bando 2020
E' finalmente disponibile il Report del Protocollo IMPACT per la valutazione dei Programmi per uomini autori di violenza.
Tale valutazione si inserisce all'interno del Progetto "CAM-biamenti maschili" Finanziato su Avviso del Dipartimento delle Pari Opportunità "Per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della Convenzione di Istanbul" 2018-2020.
Il Protocollo IMPACT è stato realizzato dalla rete europea dei Programmi per uomini autori di violenza WWP EN (Work with Perpetretors) su finanziamento Daphne III nel periodo 2013-2014. Il CAM di Firenze è il primo Centro italiano ad averlo adottato.
Parte la Campagna 5x1000 del Centro Ascolto Uomini Maltrattanti di Firenze.
Condivideremo video con voi (fatti grazie alla collaborazione con i registi di Zitta!- il Film) dove vi racconteremo chi siamo, cosa abbiamo fatto in questi 10 anni e ci confronteremo insieme sul perché è importante che ci siano programmi di cambiamento per uomini che agiscono violenza.
Ti chiediamo un piccolo contributo per aiutarci a prevenire e contrastare la violenza nei confronti di donne e minori.
5 minuti x 1000 motivi: dona il 5x1000 al CAM!
Come fare la donazione del 5x1000
14-15 febbraio 2026 su Zoom
Docenti: Rossano Bisciglia e Alessandra Pauncz

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In risposta alla recente normativa del Codice Rosso rafforzato
Obblighi di trasparenza e pubblicità CAM FIRENZE
Alcune delle informazioni contenute in queste pagine sono state adattate dal sito web dell’associazione Respect del Regno Unito e Men’s Refferal Service di Victoria (che gestiscono un servizio analogo per uomini maltrattanti) e dal materiale fornito dalla White Ribbon Campaign Canadese.
Li ringraziamo per la loro generosità che ci ha permesso di utilizzare il loro materiale in questo modo.