Home  CAM - Uno, nessuno, centomila stereotipi

Il Progetto “Uno, nessuno, centomila stereotipi! Trasforma-Azione delle conflittualità di genere attraverso il Teatro dell’Oppresso” è realizzato con il finanziamento della Regione Toscana sul capitolo di bilancio relativo alla LRT 16/2009 ("Cittadinanza di Genere") e in parte sul capitolo relativo alla LRT 59/2007 ("Interventi sulle donne vittime di violenza"). Il Progetto è stato selezionato con Bando della Città Metropolitana di Firenze ai sensi dell’Atto Dirigenziale n. 1481 del 29/07/2016.
La Delibera GRT 1077/2015 individua nell'azione di sensibilizzazione e formazione rivolta alle scuole, per la lotta agli stereotipi di genere - visti anche come generatori delle dinamiche di violenza domestica e di genere - e alla equa distribuzione del lavoro di cura all'interno della famiglia, la tipologia che meglio garantisce l’utilizzo sinergico di tali risorse nonché la coerente integrazione tra i due ambiti. Il Progetto ha previsto l’attivazione di interventi di laboratorio nelle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado “M. Maltoni” di Pontassieve ed incontri con le insegnanti, i genitori degli studenti e la cittadinanza interessata. Le azioni del Progetto sono state volte alla messa in discussione e alla decostruzione degli stereotipi di genere, all’accrescimento della riflessione critica e all’individuazione di strategie creative non violente di risoluzione dei conflitti.

Gli obiettivi progettuali sono stati: 

  1. Intervenire sulla prevenzione di comportamenti di prevaricazione ed aggressività utilizzando con le classi una metodologia creativa, il Teatro dell’Oppresso;
  2. Far emergere le idee stereotipate sui generi che alimentano tali comportamenti;
  3. Sensibilizzare e formare tutti i destinatari del Progetto sulla gestione degli eventuali conflitti in atto, attraverso l’individuazione di strategie originali non violente.

I destinatari diretti del Progetto sono stati:

  1. Gli studenti e le studentesse di 6 classi II° e III° della scuola secondaria di primo grado “M. Maltoni” di Pontassieve;
  2. Il corpo docenti delle classi coinvolte;
  3. Le famiglie degli studenti e delle studentesse coinvolte;
  4. I genitori interessati a confrontarsi sulle modalità di gestione del conflitto con i figli adolescenti;
  5. La cittadinanza interessata.

I destinatari indiretti del progetto sono stati tutti i ragazzi e gli adulti (insegnanti, personale scolastico, genitori e cittadinanza in genere) che hanno avuto modo di partecipare attivamente agli incontri pubblici del Progetto e che, a cascata, si sono interfacciati con il Progetto sulla scia dell’esperienza altrui.

Gli effetti attesi sui destinatari diretti ed indiretti hanno riguardato:

  1. Studenti e studentesse. Hanno contribuito allo sviluppo del pensiero critico rispetto ai ruoli di genere e alle costruzioni sociali che possono favorire la violenza di genere nelle relazioni; allo sviluppo di capacità analitiche (personali e di gruppo) per la lettura delle problematiche legate alle differenze di genere, allo sviluppo della capacità di azione individuale e sociale per fronteggiarle; al rispetto e alla valorizzazione delle differenze di genere; all’individuazione di strategie creative di risoluzione dei conflitti con modalità non violente;
  2. Corpo docente. Ha contribuito allo sviluppo del pensiero critico sui temi legati agli stereotipi di genere e alla gestione dei conflitti, allo sviluppo di competenze per individuare le situazioni di criticità legate alla violenza e riflessione sull’intervento.
  3. Famiglie e cittadinanza. Sono state condotte azioni di sensibilizzazione delle famiglie e della cittadinanza sulla lettura dei ruoli di genere nel menage familiare e sulla distribuzione del lavoro di cura; sulla promozione di atteggiamenti non violenti e valori di non violenza; sulle strategie di risoluzione dei conflitti non violente sia per le dinamiche di coppia che di gestione dei figli adolescenti; sul rispetto e valorizzazione delle differenze di genere.

Il Progetto si inserisce nell’ambito della Rete per la Scuola Interculturale della Zona Fiorentina Sud-Est, composta dai Comuni e dagli Istituti Scolastici della zona, tra cui l’Istituto Comprensivo di Pontassieve, e coordinata dal Centro Interculturale del Comune di Pontassieve. La Rete sostiene, tramite buone prassi e azioni condivise, la promozione di una scuola interculturale inclusiva e non violenta. Il Progetto, che è stato coordinato dal Centro Interculturale, dai soggetti attuatori CAM e Tessere Culture e dall’insegnante referente per l’educazione interculturale dell’Istituto Comprensivo di Pontassieve, si inserisce in un percorso più ampio di approfondimento sugli stereotipi di genere avviato nelle annualità che vanno dal 2010 al 2014 con il progetto regionale UGUA.DI (Uguali ma Diversi) e proseguito con gli a.s. 2013-2014 e 2014-2015 con i progetti E.COS e E.COS 2. Il progetto si pone inoltre in continuità con gli interventi già attuati dal CAM nelle scuole sugli stereotipi di genere e sulla equa distribuzione del lavoro di cura familiare, Progetto 2013 finanziato dalla legge regionale 16/2009 “Scuola di vita: costruire tempi nuovi”.

Scarica l'elaborato finale qui.

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