*** POSTI ESAURITI ***

“Riflettere e documentare il cambiamento. Valutazione e stesura delle relazioni nei percorsi con uomini autori di violenza”

26 e 27 settembre 2026



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Contrastare la violenza sulle donne significa occuparsi degli uomini autori di violenza


RELIVE (Associazione Nazionale Relazioni Libere dalle Violenze): “Centri al collasso, accessi triplicati e risorse insufficienti. Serve un intervento urgente.”


Firenze, novembre 2025 – In vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’associazione RELIVE che riunisce oltre 40 Centri per uomini autori di violenza (CUAV) in tutta Italia, lancia un allarme: i Centri sono al collasso, con accessi triplicati negli ultimi anni e risorse economiche ormai del tutto insufficienti.

Un’emergenza che rischia di compromettere il lavoro di chi ogni giorno interviene alla radice del problema, operando con gli uomini che agiscono violenza.


Dal 2019, con l’entrata in vigore del Codice Rosso, che subordina la sospensione della pena (inferiore a tre anni) alla partecipazione a un percorso presso un CUAV, le richieste di accesso sono cresciute in modo esponenziale.
Solo al CAM di Firenze si è passati da 50 a 300 uomini seguiti ogni anno, mentre i finanziamenti sono rimasti pressoché invariati – se non ridotti.

Oggi, le risorse economiche destinate ai CUAV sono estremamente limitate e devono essere suddivise tra 141 fra centri e sportelli su tutto il territorio, senza contare le attività di rete, formazione e sensibilizzazione. Tali risorse risultano del tutto inadeguate a sostenere un lavoro che richiede alta professionalità, formazione continua e interventi in urgenza.


A peggiorare il quadro, la legge 168/2023 (“Codice Rosso rafforzato”) ha introdotto l’obbligo di incontri bisettimanali (art. 15). Un vincolo che non solo ignora le evidenze scientifiche – che ne segnalano l’inefficacia e i potenziali effetti iatrogeni – ma che limita anche l’autonomia professionale degli operatori, tutelata dall’art. 6 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani. Di fatto, ai Centri viene chiesto di raddoppiare gli interventi senza alcuna risorsa aggiuntiva, aggravando una situazione già critica.

A tutto questo si aggiunge l’obbligo, previsto dalla normativa nazionale, di richiedere agli uomini in Codice Rosso un contributo economico al percorso, indipendentemente dalla loro effettiva capacità di sostenerlo.
Una disposizione che risulta in contrasto con l’articolo 48, comma 2, della Convenzione di Istanbul, il quale prevede che venga sempre valutata la reale possibilità di adempiere agli obblighi finanziari, per evitare conseguenze che possano ricadere indirettamente anche sulle vittime di violenza.

Tale contributo, peraltro, non copre che una minima parte dei costi reali del servizio.


Senza un sostegno concreto e continuativo ai CUAV, ogni strategia di prevenzione resterà incompleta: senza supporto stabile ai Centri, la sicurezza delle donne è a rischio – non per mancanza di volontà, ma perché il sistema chiede di fare sei volte di più con le stesse risorse.

Le conseguenze sono ormai insostenibili: liste d’attesa fino a 4-6 mesi, operatori sempre più sotto pressione e un rischio concreto di burnout.
Senza un intervento immediato, molti Centri non riusciranno a garantire la continuità dei servizi.


“La vocazione dei Centri per uomini autori di violenza è il cambiamento sociale, non solo la gestione dell’emergenza. Lavoriamo sulle radici della violenza, e per farlo dobbiamo poter offrire opportunità di cambiamento a tutti gli uomini, non solo a quelli inseriti nel Codice Rosso. La nostra missione non può essere soffocata dalla miopia istituzionale: servono risorse adeguate, niente imposizioni irrealistiche come la bisettimanalità, e soprattutto un dialogo costruttivo per cambiare davvero le cose.”

— Alessandra Pauncz, Presidente Relive – Rete nazionale dei centri per uomini autori di violenza


Non si può chiedere ai Centri di “fermare la violenza” senza dar loro gli strumenti per farlo. Senza un sostegno concreto e continuativo ai CUAV, ogni strategia di prevenzione resterà incompleta.


RELIVE chiede alle istituzioni di:
1. Intervenire a livello normativo per eliminare la bisettimanalità

2. Intervenire con urgenza per garantire risorse adeguate e condizioni di lavoro sostenibili, affinché i CUAV possano continuare a svolgere il loro ruolo essenziale nel contrasto alla violenza di genere.


Contatti:

RELIVE (Silvia Baudrino info@associazionerelive.it)

CAM (Flavia Lazzaro info@centrouominimaltrattanti.org)

ISCRIZIONI CHIUSE

Lavorare sulla genitorialità con gli uomini autori di violenza

14-15 febbraio 2026 su Zoom

Docenti: Rossano Bisciglia e Alessandra Pauncz

Scarica la locandina


ISCRIZIONI CHIUSE

“Il lavoro in carcere con gli uomini autori di violenza domestica e sessuale"

ISCRIZIONI CHIUSE PER LIMITE MASSIMO RAGGIUNTO



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VIDEOCORSO ON DEMAND

Protocollo di collaborazione tra CUAV e UEPE

In risposta alla recente normativa del Codice Rosso rafforzato

TUTTE LE INFO QUI

COVID 19: linee guida della rete europea Work With Perpetrators su come lavorare con gli uomini in situazione di emergenza




     


 

info@centrouominimaltrattanti.org


IBAN: IT 43 I 02008 02842 000401428949

Alcune delle informazioni contenute in queste pagine sono state adattate dal sito web dell’associazione Respect del Regno Unito e Men’s Refferal Service di Victoria (che gestiscono un servizio analogo per uomini maltrattanti) e dal materiale fornito dalla White Ribbon Campaign Canadese.
Li ringraziamo per la loro generosità che ci ha permesso di utilizzare il loro materiale in questo modo.

Codice GEO001.
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